Perché alcune persone parlano da sole? È più comune di quanto crediamo

Chi non si è mai sorpreso a dire ad alta voce: “Dove ho messo le chiavi?”, “Adesso faccio questo e poi quello”, oppure “Calma, ce la puoi fare”?

Molte persone parlano da sole almeno qualche volta, ma spesso tendono a nascondere questa abitudine per paura di essere giudicate. Anch’io, personalmente, spero di non essere stata vista mentre lo facevo.

Eppure la psicologia ci racconta una storia molto diversa.

Nella maggior parte dei casi, parlare con sé stessi non è il segnale di un problema, ma una strategia che il cervello utilizza per organizzare il pensiero, mantenere l’attenzione e affrontare situazioni complesse.

Il dialogo interiore… a voce alta

Tutti noi possediamo un dialogo interiore. Pensiamo, riflettiamo, ci facciamo domande e immaginiamo conversazioni. A volte, però, questo dialogo “esce” dalla mente e diventa linguaggio parlato.

Gli psicologi definiscono questo fenomeno self-talk, cioè il parlare con sé stessi.

Si tratta di un comportamento osservabile a tutte le età e che, nella maggior parte delle persone, rientra nella normale attività cognitiva.

Un’abitudine che nasce nell’infanzia

Lo psicologo Lev Vygotskij fu tra i primi a studiare questo fenomeno. Osservando i bambini, notò che spesso parlavano ad alta voce mentre giocavano o cercavano di risolvere un problema.

Secondo Vygotskij, questo linguaggio privato aiuta il bambino a pianificare le azioni, controllare il comportamento e sviluppare gradualmente il pensiero.

Con la crescita, gran parte di questo dialogo diventa interiore, ma in alcune situazioni può continuare a manifestarsi anche nell’età adulta.

Parlare da soli aiuta davvero?

Alcuni studi suggeriscono di sì.

Ad esempio, una ricerca pubblicata sul Quarterly Journal of Experimental Psychology ha mostrato che pronunciare ad alta voce il nome di un oggetto che stiamo cercando può facilitare la ricerca visiva.

Dire “le chiavi” mentre le stiamo cercando sembra aiutare il cervello a mantenere l’attenzione sull’obiettivo.

Anche nello sport, nella musica e in molte attività che richiedono concentrazione, il self-talk viene spesso utilizzato per mantenere il focus, motivarsi o gestire la prestazione.

Un modo per regolare le emozioni

Parlare con sé stessi può essere utile anche nei momenti di difficoltà.

Frasi come: “Respira.”, “Un passo alla volta.” oppure “Puoi affrontarlo.” rappresentano spesso tentativi spontanei di autoregolazione emotiva.

Alcune ricerche suggeriscono inoltre che rivolgersi a sé stessi utilizzando il proprio nome o la seconda persona (“Maria, fermati un attimo”, oppure “Puoi farcela”) possa favorire una maggiore distanza psicologica dal problema, aiutando a gestire meglio lo stress.

Quando è un comportamento normale?

Nella maggior parte dei casi parlare da soli è un comportamento assolutamente normale.

Può comparire durante attività che richiedono concentrazione, quando dobbiamo prendere una decisione, organizzare un compito o gestire un’emozione intensa.

Naturalmente, come per molti altri comportamenti umani, il significato dipende dal contesto e dalle caratteristiche con cui si manifesta.

Forse non siamo così strani

Pensiamo spesso che parlare da soli sia qualcosa di insolito. In realtà, probabilmente accade molto più spesso di quanto immaginiamo. La differenza è che molti lo fanno quando sono soli o in momenti in cui nessuno li osserva.

Forse, allora, non dovremmo chiederci perché alcune persone parlino da sole.

La domanda più corretta potrebbe essere un’altra.

Come mai ci sorprende così tanto scoprire che il nostro cervello, ogni tanto, ha bisogno di ascoltare anche la nostra voce?