Food Shuttle: a Reggio Emilia la scuola insegna il valore del cibo e della sostenibilità

di Francesca Clary

Educare al rispetto del cibo, alla sostenibilità e al consumo consapevole partendo dall’esperienza diretta. È questa la missione di Food Shuttle, il progetto nato a Reggio Emilia che sta trasformando le scuole in veri e propri laboratori immersivi dedicati all’alimentazione e alla lotta allo spreco alimentare. In un periodo storico in cui il tema della sostenibilità è sempre più centrale, iniziative come questa rappresentano una buona notizia per il futuro delle nuove generazioni. Food Shuttle dimostra infatti come sia possibile coinvolgere bambini e ragazzi attraverso esperienze concrete, creative e partecipative, aiutandoli a sviluppare una maggiore consapevolezza del valore del cibo e delle risorse del pianeta. Il progetto, promosso da CIRFOOD insieme alla Fondazione Reggio Children, nasce come un laboratorio educativo itinerante dedicato agli studenti degli asili, delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Reggio Emilia. L’idea innovativa è quella di portare direttamente negli spazi scolastici una sorta di “navicella” pop-up multisensoriale capace di trasformare temporaneamente refettori e sale scolastiche in ambienti di apprendimento esperienziale.

Imparare con i cinque sensi

Non si tratta delle classiche lezioni frontali, ma di un percorso educativo che mette i bambini al centro dell’esperienza. Attraverso il coinvolgimento dei cinque sensi, gli studenti imparano a osservare gli alimenti, scoprirne l’origine, comprenderne la stagionalità e riflettere sulle trasformazioni del cibo e sulle conseguenze dello spreco alimentare. Ogni laboratorio dura circa 90 minuti e coinvolge una classe alla volta, con la possibilità di accogliere fino a tre gruppi al giorno per un totale di circa 25 bambini per esperienza.

Tecnologia e creatività al servizio dell’educazione

La struttura viene allestita direttamente all’interno delle scuole e offre un ambiente altamente interattivo, dove tecnologia, creatività e apprendimento si incontrano. Uno degli aspetti più innovativi del progetto è proprio l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati per rendere l’esperienza più coinvolgente e memorabile. I bambini possono utilizzare visori di realtà virtuale, microscopi digitali, stampanti 3D, diffusori di essenze, macchine sottovuoto e strumenti per l’estrazione e la trasformazione degli alimenti. Tecnologie che non vengono proposte come semplici attrazioni, ma come strumenti educativi capaci di stimolare curiosità, attenzione e partecipazione attiva. L’approccio educativo di Food Shuttle si ispira alla filosofia pedagogica che da sempre caratterizza l’esperienza di Reggio Emilia: imparare facendo, attraverso l’esplorazione, la collaborazione e l’esperienza diretta. Un modello che valorizza il protagonismo dei bambini e favorisce lo sviluppo di competenze emotive, relazionali e cognitive. Dal punto di vista della psicologia positiva, il progetto assume un valore ancora più profondo. Educare i bambini a un rapporto sano e consapevole con il cibo significa infatti promuovere responsabilità, empatia e senso di appartenenza alla comunità. Attraverso attività pratiche e coinvolgenti, i più piccoli imparano che anche i gesti quotidiani possono avere un impatto importante sull’ambiente e sul benessere collettivo. Inoltre, affrontare il tema dello spreco alimentare in modo esperienziale e non colpevolizzante aiuta a costruire una cultura della sostenibilità basata sulla consapevolezza e non sulla paura. I bambini vengono accompagnati a comprendere il valore delle risorse, il lavoro che si nasconde dietro ogni alimento e l’importanza di adottare comportamenti rispettosi verso il pianeta.

Un modello che guarda al futuro

Il progetto assume un significato ancora più rilevante considerando i numeri della ristorazione scolastica in Italia. CIRFOOD, promotrice dell’iniziativa, è infatti uno dei principali gruppi italiani della ristorazione collettiva: ogni giorno serve circa 300mila studenti e distribuisce oltre 43 milioni di pasti all’anno. Un impegno che dimostra come anche il mondo della ristorazione possa diventare protagonista di percorsi educativi orientati al benessere e alla sostenibilità.
Food Shuttle non è quindi soltanto un laboratorio scolastico, ma un esempio concreto di come scuola, imprese, educatori e territorio possano collaborare per costruire nuovi modelli educativi più attenti all’ambiente e alle persone. Il fatto che il progetto sia stato candidato al Premio Non Sprecare 2026, nella sezione Scuole e Università, conferma inoltre il valore innovativo dell’iniziativa e il suo potenziale impatto sociale. In un’epoca caratterizzata da emergenze ambientali e cambiamenti nelle abitudini alimentari, esperienze come Food Shuttle rappresentano un segnale incoraggiante. Educare i bambini fin da piccoli al rispetto del cibo significa infatti seminare competenze, sensibilità e responsabilità che potranno tradursi, nel tempo, in comportamenti più sostenibili e comunità più consapevoli.  La vera forza del progetto sta proprio qui: trasformare l’educazione alimentare in un’esperienza positiva, coinvolgente e concreta, capace di lasciare nei bambini non soltanto nuove conoscenze, ma anche emozioni, curiosità e fiducia nella possibilità di costruire un futuro migliore.